Lago Pantaniello
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  Laghi - Lago Pantaniello carta d'identità
È un’importante zona umida posta sul versante NW del Monte Greco, all’interno della Foresta Demaniale di Chiarano Sparvera, nella zona di protezione esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Il lago è un invaso naturale a forma rettangolare con la base prolungata a triangolo; è largo, a seconda della stagione, da 120 a 135 m ed è lungo circa 200 m in estate e, nel periodo di massima piena, in primavera anche 400 m. In questa stagione le acque possono ricoprire parte del prato, che per circa 1 km si estende alla testata del lago risultante dell’interramento di un settore dell’antico bacino a opera dei detriti dovuti all’erosione dei monti circostanti. La profondità del lago è in media di 40, 50 cm in estate con un aumento di livello, nel periodo primaverile di circa 30 cm, ma decisamente minore in anni di particolare siccità; solo sul lato sinistro, a pochi metri dal muretto a secco, le acque, a causa di un avallamento del fondo, superano la profondità di 1 m. Il versante sinistro, comunque, è in media più fondo di quello destro e ciò condiziona notevolmente la distribuzione delle piante e degli animali nel bacino lacustre. Il lago è anfimittico: la temperatura dell’aria influisce direttamente su quella dell’acqua che è soggetta a fortissime escursioni termiche giornaliere. La temperatura dell’acqua delle sorgenti è costantemente di 3-4 C° in primavera e in autunno, e di 4-5C° in estate. Dalla Serra delle Gravare (2134 m s.l.m.) che incombe scoscesa sul lato sinistro del lago, scendono sino alle sponde coni di deiezione esposti a N- NE che restano coperti di neve molto a lungo. Alla loro base sono due sorgenti attive sino alla metà di luglio e dalla metà di settembre-ottobre in poi. il lato destro del lago è invece costeggiato da un rilievo poco elevato (1907 m s.l.m.) che degrada dolcemente sino alle acque. È da questa parte che si trova la sorgente più importante perché attiva tutto l’anno o quasi: per questo essa è stata imbrigliata e alla base è stato costruito un piccolo fontanile di cemento. A poca distanza nasce un’altra modesta sorgente le cui acque riempiono una fossa dalle pareti incrementate e coperta da una lamiera in modo tale da permettere l’uso ai soli pastori e non al bestiame. Anche questa sorgente è praticamente costante, mentre non lo è la terza, sempre minuscola, situata a circa metà del lato destro del lago. Pantaniello è un lago inframorenico originatosi a causa dello sbarramento di una morena depositata ,alla testata della valle di Chiarano, dai ghiacciai che scendevano dai circhi impostatisi sui calcari stratificati del Cretacico nel versante N-NE del monte Le Toppe del Tesoro. Conformemente alla maggior parte dei circhi glaciali dell’Appennino, anche quelli del Monte Greco si aprono a settentrione. Nell’Appennino la glaciazione è stata particolarmente debole e la sua influenza modellatrice poco elevata, tanto che le forme preesistenti hanno spesso condizionato l’impostazione dei ghiacciai: anche sul Monte Greco una nuova dissoluzione carsica impiantata sul glacialismo è tutt’ora in atto e tende a cancellare le tracce dei ghiacciai. Nella valle di Chiarano i ghiacciai scendevano fino a quota 1670 m. Dal punto di vista tettonico la struttura del Monte Greco e delle montagne che delimitano il lago è costituita da monoclinali con direzione NNW-SSE rialzate a oriente da fratture i cui piani non sono visibili. Il Monte Greco fa parte dell’ossatura posta a E del torrente Profluo dove gli accavallamenti tettonici diventano sempre più deboli, tanto da far pensare che, a differenza di tutto il resto della Marsica in cui vi sono strutture compresse, qui ci si trovi davanti a una fase distensiva. Stratigraficamente le montagne considerate sono molto interessanti perché, essendo situate a E della linea Profluo- Tasso- Sagittario, si trovano in una facies di transizione a mare aperto e quindi al limite della scogliera che costituisce parte della Marsica orientale. In tale zona la facies umbra viene a contatto con la facies abruzzese, tipica di mare aperto, per cui serie a facies detritica e pelagica sono alternate e interstratificate; nella zona di transizione vi è continuità di sedimentazione. Flora e vegetazione: La vegetazione prevalente è quella tipica delle zone umide con presenza di macrofite ed alghe la cui zonizzazione varia a seconda delle condizioni ambientali prevalenti nell’anno. Il lago è ricco di alghe epifite: diatomee, cianoficee, cloroficee e flagellate che costituiscono il cibo di molti anfibi e pesci. L’ambiente circostante è costituito dalla prateria di altitudine. La specie dominante nella riserva è Potamogeton spp., mentre quelle che caratterizzano il biotopo sono: Trifolium thalii, Carex kitaibeliana, Sesleria apennina, Helianthemum alpestre, Pulsatilla alpina e Saxifraga moschata. La riserva è ricca anche di specie endemiche: Arenaria bertolonii, Viola calcarata, Carum carvifolium, Linaria purpurea, Adenostyles alpina australis, Thlaspi rotundifolium stylosum e Ranunculus montanus apenninus. L’associazione vegetale dominante è il seslerieto a Sesleria apennina, cui si associano Carex kitaibeliana, Antyllis vulneraria pulcella e Androsace villosa. Fauna: Nelle acque del lago sopravvive come relitto dell’ultima glaciazione il Gammarus lacustris (gambero lacustre), un piccolo crostaceo a distribuzione boreoalpina, e la Tinca tinca (tinca). Nella riserva e nei sui immediati dintorni transitano numerose specie di vertebrati incluse nell’allegato II della Direttiva habitat: il lupo (Canis lupus), l’orso bruno (Ursus arctos), la vipera dell’Orsini (Vipera orsinii), il tritone crestato (Triturus cristatus), l’ululone a ventre giallo (Bombina variegata).Il capriolo (Capreolus capreolus) ed il cervo (Cervus elaphus) hanno ripopolato l’area a seguito dei numerosi interventi di reintroduzione operati recentemente in varie zone dell’Italia centrale. Tra le altre specie di mammiferi si annoverano la Vulpes vulpes (Volpe), Meles meles (Tasso), Mustela nivalis (Donnola), M. putorius (Puzzola), Lepus capensis (Lepre). Anche per quanto riguarda l’avifauna numerose sono le specie incluse nell’allegato I della Direttiva Uccelli che nidificano nel comprensorio e che fanno la loro comparsa nei cieli della riserva: Aquila chrysaetos (Aquila reale), Falco peregrinus (Falco pellegrino), il Bubo bubo (gufo reale) mentre durante le migrazioni sorvolano frequentemente l’area il Milvus migrans (nibbio bruno), il Pernis apivorus (falco pecchiaiolo), il Circus aeruginosus (falco di palude), Il Circus cyaneus (albanella reale), Il Circus pygargus (albanella minore, la Ciconia ciconia (cicogna bianca) e la Ciconia nera (cicogna nera).Altre specie di uccelli comunemente presenti nella riserva sono: l' Alectoris graeca (coturnice), il Prunella collaris (sordone), il Pyrrhocorax pyrrhocorax (gracchio corallino), il Oenanthe oenanthe (culbianco), il Phoenicurus ochruros (codirosso spazzacamino) e la Motacilla alba (ballerina bianca). Come visitare l'area: si percorre la S.S. 17 e all’altezza del Piano delle Cinquemiglia si prende il bivio per la Montagna Spaccata; dopo circa 5 km di strada sterrata si raggiunge l’imposto dove si lascia l’auto e si prosegue a piedi.In alternativa si percorre la S.S. 83 e superata la diga di Barrea si parcheggia l’auto e si sale a piedi.La Riserva di Pantaniello è raggiungibile solo a piedi. Servizi per i visitatori: Itinerari: Cartografia: carta turistica del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (scala 1: 50.000) Itinerario 1: Imposto Chiarano – Lago Pantaniello Dislivello: 400 m Difficoltà: E (escursionistico) Tempo di percorrenza: 5-6 ore Itinerario 2: Diga di Barrea – La Capriola – Valle Ianara – Pantaniello Dislivello: 900 Difficoltà: E (escursionistico) Tempo di percorrenza: 6-7 ore Area di sosta: In località Montagna Spaccata si trova un’ampia area picnic attrezzata Ricerca scientifica: analisi delle relazioni tra la struttura forestale e la produzione trofica per l’orso bruno; analisi delle relazioni tra l’avifauna e le tipologie ambientali; analisi Habitat Suitability Index per l’orso bruno; analisi alimentazione orso bruno; analisi DNA Fingerprinting orso bruno; analisi densità ungulati e struttura forestale; analisi Habitat Relationship Model orso bruno, cervo, cinghiale e capriolo; monitoraggio fauna particolarmente protetta e di interesse naturalistico. Riferimenti: Corpo Forestale dello Stato – Ufficio territoriale per la biodiversità di Castel di Sangro (AQ) Tel. 0864-845938.

Dati gografici statistici su Lago Pantaniello
Stati bagnati: Italia

Regioni bagnate: Abruzzo

Province bagnate:  L'Aquila

Lunghezza in kilometri: (km) 200 metri
Larghezza in kilometri: (km)
  Profondità media in metri: (m) 1
Superficie in Km. quadrati: (Km²) 2