Torrente Orolo
Fiumi Italiani
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  Torrente Orolo

  Torrenti - Torrente Orolo carta d'identità
Il torrente Orolo scorre interamente in provincia di Vicenza. E’ conosciuto per la caratteristica di essere quasi interamente in secca, per la maggior parte dell’anno, soprattutto nel tratto tra Isola Vicentina e Castelnovo. Per questa sua peculiarità, non è raro, infatti, trovare persone che camminano nel suo ciottoloso letto. Non è certamente all’asciutto in questi giorni di fine inverno, a causa delle abbondanti precipitazioni delle ultime settimane che hanno contribuito a dargli una connotazione insolita, come appare nelle foto. L’acqua comunque ricompare nuovamente, anche se in quantità modesta, quando il torrente transita sotto il ponte di strada Pasubio a Motta di Costabissara, per poi proseguire attraverso la campagna fino alla sua confluenza nel Bacchiglione in località Ponte del Bò, in Lobbia, in comune di Vicenza, appena dietro la centralina idroelettrica delle AIM. Altra curiosità di questo corso d’acqua a carattere esclusivamente torrentizio, è quella che nel breve percorso – una ventina di chilometri circa - dalle sue sorgenti alla confluenza, cambia nome per ben tre volte: alla foce è conosciuto come Orolo; da Motta fino a San Vito di Leguzzano è chiamato Giara, per l’evidente largo letto ghiaioso che in questo tratto lo caratterizza; da San Vito di Leguzzano alla fonte, il suo nome è, invece, Livergon. Il torrente Orolo, o Giara o Livergon, nasce a Magrè, frazione di Schio, sul colle conosciuto come monte Raga Bassa, toponimo attribuito per distinguerlo dalla sommità del colle, denominata appunta Raga Alta. Questo colle è caratterizzato da macchie di bosco ceduo, che verso l’abitato di Magrè, oramai già pianura, si distende in prati e pascoli. Dopo un breve ma ripido sentiero per salire da Magrè verso il monte Raga Bassa, il visitatore noterà sulla destra una bella cascata di circa quattro - cinque metri, in questi giorni di marzo abbondantemente fornita di acqua per le copiose piogge e nevicate dell’inverno. Ecco, quella la in alto che fuoriesce dalle rocce, è l’acqua sorgiva che incanalandosi velocemente verso la sottostante pianura attraverso uno stretto fondovalle, dà vita al torrente Livergon, il cui greto ghiaioso va allargandosi mano a mano che scorre verso da Magrè verso il confinante comune di San Vito di Leguzzano. L’Orolo con la sua esondazione avvenuta l'11 agosto 2002, causata dalla rottura di circa 60 metri di argine, ha sommerso letteralmente mezzo territorio comunale di Costabissara, dalla località dei Motterle (detti dell’acqua) al Municipio e a tutta la zona sud, verso Vicenza. Come allora, anche oggi l’Orolo si gonfia rapidamente in caso di precipitazioni piovose intense. Il fenomeno è del tutto naturale, considerando che praticamente lungo l’intero suo percorso, esso raccoglie le acque meteoriche che scendono in grossi rivoli dai colli limitrofi, da Magré fino a Castelnovo, incanalandola poi, torbida e limacciosa, fino alla confluenza nel Bacchiglione. Dopo l’infausta esperienza dell’agosto del 2002 i suoi terrapieni sono stati opportunamente innalzati e rinforzati dal competente Consorzio. I rilievi allora effettuati hanno, infatti evidenziato come una concausa di quella alluvione, siano state le numerose tane costruite dalle nutrie lungo gli argini. La forza dell’acqua, penetrando in quelle cavità, ha contribuito ad indebolirli fino al punto da provocarne il cedimento con le conseguenze che la cronaca di quei giorni ha consegnato alla storia. Ferrarotto dr. Gianlorenzo

Dati gografici statistici su Torrente Orolo
Regioni bagnate: Veneto

Lunghezza in kilometri: (km) 20 km.
Portata metri cubi secondo: (m³/s)